mercoledì 9 luglio 2014

la mancanza di pietà della nazionale tedesca...

Che viviamo in un paese strano e con una mentalità distorta lo vediamo tutti i giorni in ogni circostanza...ma credo che gli status contro la nazionale tedesca visti oggi su facebook siano un esempio da manuale di quanto sia perversa la nostra mentalità.
Si era pieno di tanti status tedeschi sulla crudeltà dei giocatori tedeschi che avevano addirittura fatto sette goal al povero Brasile quando invece per non umiliare gli avversari avrebbero dovuto sbagliare di proposito e temporeggiare. Leggevo e nel frattempo avrei voluto sbattere la testa al muro per lo sconforto. Secondo la logica malata dell'Italiano medio è vietato eccellere per non far sentire a disagio l'avversario, non importa che si tratti di una partita dove per forza ci deve essere un vincitore, non importa che si sia dei professionisti che per raggiungere l'eccellenza si sono fatti un mazzo tanto, non contano neanche le migliaia di persone allo stadio che hanno pagato a peso d'oro un biglietto per vedere due squadre dare il meglio di se in un incontro che è contemporaneamente una gara sportiva ed uno spettacolo, e non importano neanche i molti milioni di persone attaccati alla tv, gli sponsor e il fatto che sport significa dare il meglio di se senza inganni o trucchi. No conta solo stare sotto tono e non stravincere...non elevarsi troppo rispetto dagli altri...in fondo dopo il terzo goal perchè volere ancora segnare? Perchè voler dare il massimo e umiliare i poveri Brasiliani? L'esempio è la nazionale Italiana dopo un goal di vantaggio si ammazza il tempo fino alla fine della partita...a volte anche senza quel goal se basta un pareggio...perchè fare più del dovuto?  E fu così che la nazionale Italiana sempre al risparmio di energie venne cacciata a calci dai mondiali. Ora parliamo anche dello strano concetto di "umiliazione" dell'Italiano medio, in genere sportivo solo nel senso che guarda la partita in poltrona con birra fredda frittatina di cipolla e rutto libero in puro stile Fantozzi, per l'Italiano medio è umiliante che il tuo avversario ti faccia 7 goal,  invece è dignitosissimo un avversrio che fa finta di giocare e perde tempo per non strafare, trattandoti da povero minorato. Giusto per rendere l'idea anche i bambini si incazzano quando gli adulti li fanno vincere o non giocano davvero...si sentono sminuiti, perchè per l'appunto non dare il meglio in una gara, volare basso, è come dire all'avversario "sei tanto inferiore a me che non perdo neanche tempo a fare sul serio" quanto si può sentire umiliato da un atteggiamento del genere un professionista che rappresenta il suo paese a un mondiale? Il problema vero non è l'inventata umiliazione del Brasile ma l'odio degli italiani per ogni genere di eccellenza. Si odia l'imprenditore di successo, si odia chi fa bene il proprio valore, si accettano invece i privilegi di chi(come è la norma socialmente riconosciuta ed accettata) fa carriera per raccomandazione e giochini di potere nel mondo politico(la politica comunque la giriamo controlla interamente la nostra economia) anche se li paghiamo, anche se grazie a questi privilegi moriamo di fame a causa delle tasse e abbiamo servizi pessimi, va bene così possiamo sempre dire che noi siamo gli onesti e che siamo in questa situazione perchè non siamo in quei giri e siamo integerrimi(spesso grande balla...il 90% degli italiani certe scappatoie le utilizza normalmente, che sia per prenotare una visita o per trovare un lavoro socialmente utile a tempo determinato scambiandolo con una decina di voti all'aspirante consigliere comunale...) ma per l'appunto il successo di certi individui non mette in discussione noi e il nostro insuccesso...se solo fossimo raccomandati noi...se solo fossimo meno onesti...se solo avessimo le mani nella politica... disprezziamo i nostri vampiri ma ci rendono sereni...giustificano la nostra mediocrità perchè sono come(anzi peggio) di noi. Uno che invece va avanti per merito(l'eccezione) è uno da odiare, perchè ci toglie ogni giustificazione per i nostri fallimenti e va abbattuto, che sia il cugino che ha avuto successo all'estero e si è fatto da solo o il piccolo imprenditore che ha costruito una solida realtà economica...come si è permesso? Va abbattuto! Non poteva vivacchiare su una scrivania pubblica facendo il minimo indispensabile(magari anche un po' meno...) senza alzare troppo la testa ed essere come gli altri? Non parliamo dei calciatori...che guadagnano uno sproposito(ricordiamolo, quello che guadagnano i calciatori arriva loro in virtù+ dei loro meriti perchè nel calcio non esistono raccomandazioni e per di più dei soldi guadagnati dai calciatori neanche una lira viene dalle nostre tasse ma tutto dal privato...anzi i calciatori pagano le tasse in proporzione al loro reddito) come si permettono di essere bravi di dare il massimo e di avere successo senza fare la solita trafila? Come si permettono di voler eccellere o di dare il massimo sul campo? perchè non devono tirare a campare come tutti? Continuiamo così...che paese triste, un paese dove è vietato, sognare, avere ambizioni e anche progetti e si vive esclusivamente per fare tiro a segno su chi invece vuole solo dare il meglio per realizzare i suoi progetti!

mercoledì 2 luglio 2014

le piacevolezze dei compleanni...

Forse non c'è un motivo in particolare, o forse c'è e non ho voglia di scriverlo però io detesto festeggiare il compleanno. Detesto rispondere decine di volte al telefono a estranei che non fanno parte della mia vita ma che chiamano in quella giornata per "mantenere i contatti" e ostentare un'amicizia che non esiste, detesto sentire tutte le banalità di chi non frequentandoti non ha niente da dirti e vuole semplicemente sapere gli affari tuoi. Detesto essere costretta ad essere educata e perdere tempo ed energie facendo buon viso a cattivo gioco. E detesto anche la pretesa che tu faccia una festa o che festeggi...perchè si fa così, perchè è la tua giornata, perchè lo devi fare, e se non lo fai sei un "bastian contrario". Detesto la sensazione per cui tu che dovresti teoricamente nelle loro testoline essere la festeggiata e la protagonista debba sentirti obbligata a compiacere il tuo prossimo sobbarcandoti varie ed eventuali rotture di palle. Odio la parte della festeggiata, odio stare al centro dell'attenzione perchè "sei la festeggiata" odio gli auguri,la canzoncina e la torta con le candeline. Per me la rottura di palle è essere costretta a fare qualcosa che non ho voglia di fare e subire le tiritere altrui, perdere ore nel mio tempo in quei convenevoli del cazzo quando vorrei solamente stare a casa a leggere un libro o guardare criminal minds o magari lavorare(il mio lavoro mi consente grande elasticità di orari). Inoltre non solo non mi importa niente di festeggiare una data(che senso ha? festeggerei l'acquisto di una casa, un trasferimento, un viaggio, qualcosa che insomma rappresenti qualcosa ma non una data idiota) ma sopratutto non mi va di festeggiare come gli altri ci si aspettano che festeggi e includendo tute quelle persone che si includono, ma che magari ti stanno sulle balle, che non si può non invitare perché se sanno che hai organizzato qualcosa si offendono.
Cacchio c'è un obbligo su ogni cosa, in ogni giorno, nel tempo libero e nella vita privata c'è sempre qualcuno che si sente in diritto di dirti cosa fare, quando farlo e come farlo e se ti sottrai sei praticamente una merda.
Mancano 10 giorni al mio compleanno e già da una settimana sono iniziate le pressioni e le rotture di palle di parenti e sedicenti amici...nonchè i commenti tipo però il tale o la tale ti hanno invitata...e ci sono andata e mi ha fatto piacere perchè anche se non amo i compleanni sapevo che a loro faceva piacere, rispetto le scelte degli altri e non mi permetterei mai di sminuirle o criticarle. Perché allora gli altri si prendono la libertà di criticare le mie? Non voglio nè regali nè il tempo altrui...voglio solo starmene in santa pace a fare le cose che piacciono a me invece che mettere su la solita patetica commediola della festa del compleanno.
Chiamatemi asociale o come mi pare...le uniche regole che rispetto sono le leggi e quelle del mio lavoro per pura necessità. Per tutto il resto difendo con i denti e le unghie il diritto di fare quello che voglio come voglio e quando voglio dal momento che non arreco danno a nessuno!

lunedì 23 giugno 2014

il brutto anatroccolo...

Non so per quale motivo oggi mi sono svegliata con in testa la favola del brutto anatroccolo...ed ho riflettuto su una cosa che non mi aveva mai colpito prima. Gli anatroccoli non sono cattivi e neanche insensibili...sono semplicemente anatroccoli e dal loro punto di vista un pulcino di cigno è un mostriciattolo. Ma il pulcino fuori contesto non è brutto e goffo a priori, semplicemente ha avuto la sfiga di trovarsi nel posto sbagliato senza rendersene conto. Molti di noi sono così, ci sentiamo soli e incompresi e pensiamo di essere sbagliati e di avere problemi, a volte idolatriamo il nostro prossimo, a volte lo disprezziamo e ci chiudiamo in un guscio per evitare contaminazioni, rimaniamo isolati e sofferenti pur di non guardare in faccia la realtà e affrontare le cose nel solo modo possibile: guardarsi dentro e cercare di cambiare contesto.
Qualcuno dirà che se non si cambia se stessi non si può andare da nessuna parte, ma la verità è che ciò che di noi possiamo cambiare è solo la parte più superficiale non i nostri valori, i nostri sogni, le nostre aspirazioni reali. Non possiamo cambiarli perchè uccidere la parte più profonda di noi vorrebbe dire morire e trasformarsi in un automa che vive una vita artificiale programmata dall'esterno. Inoltre cercare di trasformarsi in qualcosa di diverso da quello che siamo non ci darà mai nè successo nè accettazione nè tantomeno comprensione...saremo sempre delle note stonate. Nessuno ci darà una medaglia per aver rinunciato ai nostri sogni pur di non allontanarci da casa, nessuno ci loderà perchè facciamo finta di interessarci di cose che non ci interessa o perchè parliamo con persone con cui non abbiamo niente in comune...anzi vedranno l'unica cosa visibile agli occhi di chiunque: che stiamo recitando! E saremo sempre più soli e emarginati. Perchè? Per non muovere il culo e cercare una situazione migliore di quella in cui siamo? Per la stabilità? Per la certezza? Per non "rischiare"? Razionalmente parlando che senso ha accettare una situazione negativa, che ci causa disagio invece che cambiare in vista di qualcosa che potrebbe essere si negativa ma anche positiva? la certezza della sfiga è meglio dell'incertezza sul proprio benessere? E' meglio continuare a stare tra le anatre e chiedersi"che cacchio ci faccio qui?" annoiandosi e deprimendosi e sentendosi un essere inferiore o un disadattato o sbattersi e cercare di lavorare duro per stare tra i propri simili? E' davvero piacevole non poter condividere i propri sogni e i propri progetti perchè si è consapevoli che chi avete intorno cercherebbe di tagliarvi le ali, scoraggiarvi, farvi sentire un povero illuso o un traditore? Dove pensate di arrivare se non ad essere tutto quello che non vi piace? Esiste l'affetto e l'abitudine alla frequentazione delle stesse persone da anni...ma vi hanno portato qualche beneficio? Siete andati avanti? Allora siete tra le persone giuste. Vi hanno abbattuto depresso sminuito, scoraggiato? Allora sono persone che non vi servono a niente...non sono adatte a voi e vi causano solo disagio...è tempo di cambiare vita, chiedersi cosa veramente volete, a cosa date davvero importanza e muoversi. Stare nelle sabbie mobili forse può anche essere rilassante ma si finisce sempre e comunque col morire soffocati!

martedì 17 giugno 2014

la caccia al mostro...

Lo so non è molto originale iniziare il mio blog con l'argomento più sputtanato dell'anno, ma è un buon inizio per cominciare a togliermi i vari sassolini nella scarpa che mi infastidiscono.
Ieri sera hanno arrestato il presunto assassino di Yara Gambirasio...e urrà tutti a festeggiare e a fare tiro al bersaglio mediatico o magari ad appostarsi davanti alla centrale di polizia nella speranza di linciare il mostro, come se con questo arresto, considerato da tutti una condanna definitiva, quella povera ragazzina potesse risorgere, ma sopratutto come se fosse accertata al 100% la colpevolezza dell'indagato.
Ora io di quanto ha portato a questo arresto ne so quanto il resto dell'opinione pubblica, vale a dire molto poco, so però che un arresto non significa(specie in Italia dove la giustizia è quello che è) una certezza di colpevolezza. Ok il DNA non sbaglia...possono però sbagliare tutti quelli che stanno intorno tanto per fare un esempio, uno scambio accidentale di provette non è un'ipotesi tanto remota, poche settimane fa la notizia più popolare è stata quella di una donna a cui era stato impiantato un embrione di un'altra coppia che si trovava a portare in grembo il figlio di un'altra. Gli stessi dubbi(fino a quando i fatti non verranno accertati) possono valere per qualunque prova vista la scarsa perizia delle indagini dimostrata da tanti casi irrisolti o condanne  di presunti mostri demolite dalla realtà(qualcuno si ricorda il papà dei bimbi di Gravina per esempio). A me pare vergognoso che a questo stadio il mostro venga sbattuto così in prima pagina con tanto di indicazioni sul dove vive, sulla moglie e i figli, con tanto di foto oscurate malamente ma nelle quali i bimbi risultano perfettamente riconoscibili da chiunque li conosca di vista e specificazioni sul fatto che uno dei figli ha la stessa età di Yara. Anche ammettendo un'accertata colpevolezza che necessità c'è di sbattere in prima pagina chi non ha nessuna colpa se non essere figlio di un assassino? Yara non c'è più e il colpevole(chiunque sia) meriterebbe di marcire in galera per il resto dei suoi giorni...ma questi poveri ragazzini che hanno fatto per meritarsi il pubblico ludibrio? Per essere additati a vita come figli del mostro? Perchè rovinare la loro vita? Perchè, nel caso il padre risulti colpevole aggiungere alle loro disgrazie il disprezzo e la malevolenza della gente? Perchè, nel caso il loro padre per assurdo risulti innocente sottoporli a tutto questo? In Italia esiste un albo dei giornalisti che dovrebbe garantire una certa etica, ma a che cosa serve? Sicuramente non a garantire la qualità e la correttezza dell'informazione...probabilmente per  fare interessi corporativi e permettere di controllare la carta stampata. E poi un'altra considerazione da cittadina mi fa girare parecchio le palle...allora per prendere il presunto assassino in modo scenografico si sono persi 4 anni e sprecati tantissimi soldi nel confrontare 17.000 DNA diversi. Ieri è venuto fuori che l'indagato possiede un furgone bianco e che il suo cellulare era presente negli orari giusti nella cella del luogo dell'omicidio. Ora, dal momento che quando Yara è sparita diversi testimoni avevano parlato di un furgone bianco, e dato che suppongo la magistratura abbia pieno accesso ai dati del PRA e alle utenze telefoniche perchè non si è fatto un controllo incrociato tra i residenti nel raggio di 10 km possessori di un furgone bianco e le utenze di cellulari a loro intestate presenti nella zona? Non era la cosa più logica? O magari con indagini da far impallidire l'FBI(ma quella dei film non quella della realtà che sicuramente agisce secondo criteri più pragmatici e rispetta criteri di economicità!) si poteva godere di un attimo di luci della ribalta? Ma chi, e secondo quale criterio, conduce certe indagini in Italia? Sentir dire che la giustizia(dopo 4 anni...)ha conseguito uno straordinario risultato mi fa ridere...perchè non è così. Abbiamo l'ennesima prova di quanto siano inefficienti le indagini in Italia e di quanto non esista nessuna tutela nè delle vittime dei reati nè dei sospettati.